martedì, 10 novembre 2009, ore 10:45

 






 

Dialogo poetico a quattro mani

 
 


 
Carla                                                           Frank


Tomba morta,                                                  mia dimora
privata delle lacrime                                       nel fluire del corso degli abissi
e del rimpianto,                                               tra incavi di pietra fugati nell’ombra
nell’assenza silenziosa sconvolta,             frangenti
di un fiore o un’epigrafe                                scolpiti in cicloni zodiacali,
tenace conservi memento                            nell’innalzarsi al cielo
di colui che non è più,                                   di folgore cieca,
scivolato via dalla memoria punita,            si arresta dal tempo
e dal tempo.                                                    il progredire
.










Grazie per la gentile concessione a Carla Casazza.

La potete trovare qui:
 
Origine: www.carlacasazza.com





 
Desertsea
lunedì, 09 novembre 2009, ore 16:13












È pieno di soldi, là fuori, sai... e ne stampano altri ogni giorno.
Ma questo biglietto...
Ne esistono solo cinque come questo in tutto il mondo!
E non ce ne saranno altri mai più.
Solo uno scemo scambierebbe questo biglietto con una cosa comune come i soldi.
Tu sei... uno scemo?



 

 

Desertsea
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lunedì, 09 novembre 2009, ore 12:08

 




Se non dovessi tornare
sappiate che non sono mai partito.
Il mio viaggiare
è stato tutto un restare qua,
dove non fui mai

- Giorgio Caproni -

 

Desertsea
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venerdì, 06 novembre 2009, ore 11:36





Desertsea
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venerdì, 06 novembre 2009, ore 11:34







Amo la pioggia,
le gocce come chicchi di grano
che rimbalzano sull'asfalto,
creano anelli nelle pozzanghere,
scorrono come lacrime sui vetri
e cadono indecise dai monumenti.

Amo sentirle tamburellare
sui tendoni dei caffè,
sugli ombrelloni,
sui miei capelli.

Amo ascoltare la pioggia
scorrere nelle grondaie,
scomparire in rivoli
come serpi nei tombini,
bagnare il mondo,
lustrare i metalli,
inzuppare i vasi di fiori.

Amo la pioggia che si fa beffe
della gente e del traffico,
diverte i bambini, irrita gli adulti
e se ne frega
degli impegni altrui.

Amo la pioggia
che mi bagna le mani,
mi scorre sul viso,
mi inzuppa le scarpe,
che prima di cadere
profuma l'aria
avvisandomi che viene
a lavarmi di dosso
i pensieri tristi.


-Paolo Carbonaio -


 
Desertsea
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